Vi ha mandato affanculo!

C’era questa abitudine di mandare tutti a fare in culo. Oh, io mi ricordo! C’era stato anche quel tentativo rivoluzionario – squalificante e umiliante per chi ha vissuto una vita di lotta e protesta – di ritrovarsi in piazza per il “vaffaday”. Una sorta di commedia fantapolitica che non faceva nemmeno ridere, e che impietosì chi come me di politica ne aveva masticato almeno un po’.

Ebbene, oggi è arrivato il gran giorno: il giorno in cui, chi vi incitava a mandare a fare in culo, alla fine vi ci ha mandato senza nemmeno un poco di cortesia.

Bisognava provare questi giovani onesti, che vi avrebbero cambiato la vita. Onesti e puri, nuovi e freschi che non sapevano che farsene del vecchiume della storia, della politica che “è tutta una merda”.  Basta ladri, Parlamenti aperti come scatolette di tonno, i bulloni delle sedie svitati, e via tutti a calci in culo, ovviamente, perché il politichese era lingua per menti sveglie, mentre il turpiloquio è comprensibile ai più.

“Psiconano”, ve lo ricordate? Io so che ve lo ricordate, anche se ora fingete l’amnesia selettiva che cancella solo i ricordi scomodi da conservare. Ma sono pietre scolpite, sono scritte sui muri, sono nenie ripetute fino alla nausea che non potrete ignorare, almeno fino a quando ci sarà qualcuno che con meticolosità asfissiante ve le risputerà in faccia, con tignosa soddisfazione.

C’era un tale che faceva comizi camuffati da spettacoli di pessimo cabaret, che al pubblico pagante insegnava – trattandoli da cretini – a ridere a comando delle aberrazioni italiane. In principio vi convinse a lavare i panni con una palla di plastica, poi vi disse che dovevate prendere a martellate i computer, poi dentro un computer vi infilò per non farvi uscire mai più. Vi tolse il senso critico, vi cambiò il linguaggio, vi depauperò il vocabolario, vi negò il privilegio del dialogo e del confronto.

E ora, vi ha mandato affanculo.

In vero lo faceva ogni volta che voi facevate click sul suo blog (ma è lecito che ne foste all’oscuro) lo faceva ogni volta che la Casaleggio e associati accresceva il suo capitale; l’ha fatto quando ogni suo deputato eletto ha firmato per cedere parte dei suoi emolumenti alla stessa società, rendendo di fatto deputati e senatori al servizio non dello stato (di voi) ma di Casaleggio (e associato). L’ha fatto ogni volta che ha cambiato le regole del gioco a partita iniziata, malgrado i vostri preziosissimi (€) click.

Sapete del nuovo governo, vero? Ecco, allora penso che non ci sia bisogno che lo ripeta. Porgete l’orecchio e lo sentirete con l’eco.

Rita Pani (APOLIDE – la politica è una cosa seria)

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