Una mattina, mi son svegliata …

 

Lo scarico della cucina è intasato, dovrò andare a cercare uno stura lavandini, magari di quelli che pompano aria a pressione. Il gatto prova in tutti i modi a farmi inciampare, ad urlare con la sua coda arrotolata intorno alla mia gamba: “Ehi mamma! Son qua …” Potessi inchinarmi a fargli una carezza lo farei, ma dovrà aspettare che le mie ossa siano tornate al loro posto, o che vada a sedermi sul divano, col computer sulle ginocchia, e una sigaretta in mano. So che verrà a dirmi che mi vuol bene, come so che dopo si acquatterà dietro un angolo in attesa di sferrare uno dei suoi attacchi mortali.

Mi sveglio così, ogni mattina. E ogni mattina sorrido.

Poi apro i giornali, tutti insieme, tutti in fila, e il sorriso si spegne link dopo link.

Fanno cartello i giornali,  ormai. Senza nemmeno più bisogno di mettersi d’accordo su cosa sia conveniente pubblicare. Le fondamenta della notizie sono le stesse da quando a metà giugno il timido sole ci ha invitato a tirar fuori dagli armadi i costumi da bagno: l’eroismo dei cagnolini, la tenerezza dei gattini. La dolcezza del cucciolo che coccola il neonato. Il neonato che vive in simbiosi col cane.

A volte la vita riserva delle sorprese ai giornalisti impegnati, che non hanno più bisogno di frugare su you tube dopo aver faticato inserendo la ricerca “Funny cat” o “Cute little Kitty”. Magari un delfino senza coda si è piaggiato in Calabria. Uno squalo ha fatto il bagno in Sardegna. Un’orsa spaventata per i suoi cuccioli ha aggredito un cercatore di funghi. Oh, se ci fossero ancora le rotative! Ne sentiremmo l’eco del lavorio vorticoso. O lo strillone per strada: “Edizione straordinariaaaaa … Mamma orsa cerca di mangiare vivo uomo!” Che è importante. Tanto importante che bisogna mobilitarsi tutti, condividere il link a più non posso, fare una fiaccolata. “Non uccidete Daniza!” … “Gli italiani tifano per mamma orsa”, leggo sui giornali.

Stamattina mi son svegliata, ho la cucina sottosopra. Mi secca chiamare un idraulico, magari riesco a risolvere io con la ventosa. È lunedì, in fondo. Il lunedì non è mai una giornata bellissima. Il gatto è già dietro un angolo. Io ho ancora qualche testata da sfogliare:

“Renzi su Twitter: “Bentornati al lavoro” #ciaovacanze” . Oh, la politica del cancelletto! Come faceva Berlinguer quando non c’era Twitter? Ciaovacanze.

Non c’è nulla su Calderoli? No, non quella della macumba che gli ha fatto il papà della Kyenge, no, non quella della foto col serpente di gomma tra le mani.

Quella che ha detto ieri o ieri l’altro alla radio: “Questa riforma è una merdina” La cerco ma non c’è. Eppure è un po’ come quando disse che la legge elettorale era una porcata. E noi siamo andati a votare con la legge “porcellum”. Non c’è su nessun giornale, eppure è importante. La MERDINA sarà la nostra COSTITUIZIONE.

Niente. Si stanno facendo tutti un gavettone con qualche cubetto di ghiaccio dentro il secchio. Su tutti i giornali ci sono le video gallery. In America fioccano milioni di dollari. In Italia qualche migliaio di Euro, sebbene i video si stiano riproducendo come l’ebola nella fantasia della propaganda. Niente. Non si trovano notizie sulla prossima legge di merda che cancellerà la nostra storia, il nostro intento di civiltà, la morte dei partigiani, i sacrifici di quattro generazioni.

Stamattina mi son svegliata. Ogni volta che entro in cucina mi metto le mani sui capelli, ma per fortuna ieri un tale ha ucciso una donna ucraina, e poi è stato ammazzato dalla polizia. Basterà questo, per almeno due giorni a farci stare #sereni. A tenersi al sicuro dal mostro della guerra che uccide i bambini. Il mostro del mare che s’ingoia le vite innocenti di chi fugge al mostro della guerra. A farci diventare, piccoli mostri inebetiti e contenti.

Vado a sturare il lavandino. Buona settimana a tutti.

 

Rita Pani (APOLIDE)