Tutta colpa di Bigpharma

Detesto le premesse, ma lasciatemi dire che per sfinimento e svilimento, non mi infilerò in alcun tipo di discussione medica soprattutto con chi – come me – medico non è.

È solo che un giorno, mentre mi trovavo a casa di un’amica lamentai dei problemi vaginali, quelli che tutte le donne conoscono, pruriti e irritazioni, fastidio e dolore nel  far pipì. La mamma della mia amica era una ginecologa, un’ora dopo mi trovai con le gambe appollaiate nel suo studio, e quindici giorni dopo in sala operatoria, dopo aver passato altri pomeriggi in altri studi medici in quell’assurda posizione, mentre si scavava e si cospargevano acidi reagenti su, su fino al collo del mio utero.

Posso dire che aver fatto pipì, nel luogo giusto al momento giusto, mi salvò la vita.

Oggi leggo che gli effetti collaterali del vaccino del papilloma virus spesso provoca arrossamenti vaginali, e che quindi c’è chi non lo farà mai fare alle proprie figlie. E soprattutto leggo che BIGPHARMA …

Già, perché oggi si può essere anche pro o contro vaccino, come si è pro o contro l’Euro, pro o contro il Gender, pro o contro l’immigrazione. Pro o contro ad minchiam, in un contesto storico in cui uccisa la cultura ed impedita la logica di un pensiero formulato autonomamente, si è radicato il “derbysmo”. O con l’uno o con l’altro, senza alcuna cognizione di causa, senza alcuno sforzo di fermarsi a pensare.

Il fatto che in Italia i bambini muoiano di pertosse o morbillo, sembra non toccare nessuno di quegli animi che pure tanto si lasciano straziare il cuore quando muore un bimbo da prima pagina, e non perché gli animi non siano pietosi, ma perché gli hanno insegnato che le notizie son sempre false (a meno che non le diffonda Imolaoggi, o il sacro blog di una multinazionale che combatte le multinazionali – per finta).

È più semplice dire, senza provare alcun tipo di vergogna per la manifesta stupidità, che “queste malattie le portano i clandestini” (a loro la parola migranti è invisa) o che le notizie allarmistiche sulla nostra retrocessione al medioevo, sono manipolazioni della stampa (meglio: dei pennivendoli servi) al soldo di BIGPHARMA.

Qualche giorno fa, mentre passeggiavo in cerca di riposo cercando di scacciare bruttissimi pensieri, mi sono imbattuta in un ragazzo africano, molto giovane, con la poliomielite. Non sono medico, l’ho già detto, ma ho riconosciuto subito quella malattia che i vaccini avevano cancellato dalla mia memoria. Il suo modo di camminare, reggendosi la gamba che pareva uno stelo piegato dalla fatica, mi ha riportato indietro nel tempo, molto indietro, tanto che molti di quelli che leggeranno nemmeno sapranno di cosa stia parlando. Grazie ai vaccini.

Mi piacerebbe che finalmente, con un salto temporale ci si potesse ritrovare tutti nel 2017, periodo in cui si potrebbe anche sopravvivere alle malattie grazie ai passi fatti dalla scienza, se veramente tutti quanti avessimo il diritto alle cure sanitarie, perché il problema non è BIGPHARMA, il problema è che per ammalarti devi avere la certezza di essere ricco per poterti curare, e ve lo dico col cuore in mano, ora, che per poterlo fare ho mandato il conto in rosso, solo per pagare le analisi.

Certo, poi leggo pure che per curarsi un cancro basta un clistere di caffè, che per curare il glaucoma basta mangiare mirtilli, che il tumore al seno è dato dall’irrisolto con la madre … ma tanto leggo pure che la terra è piatta, quindi in fondo va bene così.

Rita Pani (APOLIDE)

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