Sta tornando. Più arancione che mai

Pare d’essere stati risucchiati in un mondo di quelli da romanzo di fantascienza; quelli dello spazio-tempo, più angoscianti di un qualunque lavoro di Kafka. Un vortice che prima ti frulla e poi ti sputa lontano. Ma mai abbastanza lontano da qua, da questo mondo ridicolo.

Chi parla bene diche che si tratta dei “corsi e ricorsi storici”, ma io non son d’accordo, perché mi domando: com’ è possibile che ormai da più di vent’anni la storia ci riproponga sempre la solita storia? Insomma, se fosse vera questa teoria, forse in tanti anni avremmo potuto anche riavere un Gramsci, un Togliatti o un Berlinguer, e invece ci ritroviamo sempre qualche democristiano, qualche imbecille, e berlusconi. Quindi qualcosa non va.

L’aveva detto Ghedini al termine della vicenda Minzolini, che questa dava speranza al suo cliente più importante, e non son passati che un paio di giorni per vederlo riapparire, arancione più che mai, a dettare la ricetta per il nostro futuro. Non è ancora sicuro di potersi ricandidare, ma spera e promette che comunque si renderà protagonista della prossima, infinita e imminente campagna elettorale, forte della certezza d’essere ancora capace di irretire i suoi numerosi fan, sicuro di poter ancora fare grande “Forza Italia”.

Son dovuta andare a guardare la data dell’articolo, pensando che ci fosse stato un errore, che il frullatore del tempo m’avesse catapultata, questa mattina, in un buco nero, in un salto spazio temporale; e invece no: 18 marzo 2017.

E in effetti, terminata la lettura ho notato che qualcosa di nuovo c’è, in questa vecchia e orrida pagina di storia della barbarie italiana. C’è la pensione per tutti con un occhio di riguardo alle mamme. C’è come sempre la promessa dell’abolizione delle tasse, e comunque meno tasse anche per chi già le evade con arte e maestria. E poi c’è, in un concentrato di poche righe l’assoluta novità, spiegata da un cretino all’assemblea di idioti, col linguaggio povero e svilente: “Siccome sappiamo tutti che gli immigrati sono costretti a delinquere …” o meglio ancora “La prima cosa che svaligiamo –gli immigrati – quando vi entrano in casa, è il frigorifero …” bisognerà far sì, “che chi subisce un’ effrazione si possa difendere come può”.

Prepariamoci. Facciamo crescere lunghi capelli sui nostri stomaci, perché penso che i più sensibili di noi non reggeranno alle prossime esibizioni di guitti, imbecilli e berlusconi. Se ci facevano sorridere le promesse di dentiere, se ci facevano inorridire le battute sessiste di un vecchio debosciato, se ci facevano montare la rabbia col loro razzismo mascherato da patriottismo, che ne sarà di noi quando messe in garage le ruspe e licenziati i poliziotti di quartiere, inizieranno a martellarci con la necessità di possedere un’arma, di restare impuniti anche se si spara alle spalle un essere umano, e torneranno a raccontarci che è giusto affondare i barconi laggiù, in mezzo al mare?

Io non credo di potercela fare.

Rita Pani (APOLIDE)