Son passato in via Carducci

“Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra …” il resto lo sapete. Così, il piccolo idiota leghista scriveva credendo di diventare un eroe, di mettersi in mostra per il suo führetto da strapazzo, magari con l’idea di far carriera in questo paese ormai umiliato.

“Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra … ho atteso il ritorno del proprietario, l’ho aiutato a raccoglierli e l’ho accompagnato al sicuro, in un posto caldo. Gli ho dato ristoro e salvezza.” Sarebbe bastato questo piccolo e doveroso gesto per far diventare uno sconosciuto vicesindaco nazista, non un eroe, ma una persona. Una persona umana.

Lo so, troppo difficile da spiegare a chi non ha alcuna intenzione di comprendere, persino inutile ormai. Hanno insegnato al volgo che se resti quel che sei – un essere umano – sei un buonista del cazzo o a volte peggio, uno contaminato “dal morbo comunista”.

Personalmente mi sarei anche stufata di brandire l’ovvio come una sciabola per nulla affilata, che taglia l’aria e fischia come un venticello leggero che non spettina più nessuno.

Per ogni obiezione, per ogni invito alla riflessione c’è pronta una risposta che lascia spiazzati e vinti. È impossibile, lo sapete, combattere un cretino con le sue stesse armi. Soprattutto quando si è disarmati.

L’unico vaccino possibile per debellare il razzismo è la cultura, ma ormai non si può nemmeno più parlare di vaccini, e bisogna anche iniziare a fare dei distinguo su cosa sia la cultura, visti i libri di testo che girano per le scuole, o i siti “d’informazione” che forgiano le menti dei giovani e devastano quelle dei più anziani. Ma è storia vecchia, anche questa già scritta e ridetta fino allo sfinimento.

“Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra … e mi si è stretto il cuore pensando che ci sono esseri umani costretti dalla povertà, dal disagio psichico, da una vita che è stata un Calvario, dagli errori di gioventù che si pagano per una vita intera, dalle speranze tradite a sopravvivere in questo modo, randagi in un mondo che vive ormai mollemente adagiato sul nulla, pronto a difendere con l’arma del cretinismo quelle piccole certezze che ha terrore di perdere. Anche quelle che sono state promesse e che non vedrà mai.

Ed è inutile resistere, se non passivamente, conservandoci come siamo, facendo in silenzio quel che possiamo, partigiani silenziosi per noi stessi prima che per gli altri, per non perdere mai la dignità.

Orgogliosi di sapere che noi, in via Carducci, non avremmo mai visto stracci gettati a terra, ma pezzi di una vita che ha diritto di vivere, di migliorare, di tornare alla vita.

Rita Pani (APOLIDE)

Felice anno nuovo a tutti gli esseri umani,  e che per gli altri sia nefasto tanto da portarli a vivere a terra, in via Carducci.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>