Solo un po’ mafiosetto

Insomma, un po’ mafioso, un po’ fascista, un gran pezzo di merda, questo ostiense col cecio in bocca che non sembra nemmeno tanto intelligente, semmai un personaggio di quelli a cui ci aveva abituato Verdone nei suoi film. Una sorta di parodia di se stesso, questo picchiatore – di cui non farò il nome per non sporcarmi le dita, e non certo per codardia – scaricato da tutti e appena posto in stato di fermo grazie all’escamotage “dell’aggravante mafiosa”.

Un’ incarcerazione che un po’ puzza quasi quanto l’incarcerato reo non d’aver spaccato il naso ad un giornalista, ma di averlo fatto davanti alle telecamere riaccendendo le vecchie polemiche e le vere memorie, e quindi rendendosi pericoloso per i gruppi fascisti che apertamente ha sempre appoggiato: casapound e movimento 5 stelle.

Scaricato da tutti, è rimasto là e là rimarrà, appeso nella Rete per la sua capocciata e la sua idiozia, così lordo da non poter essere ammesso a nessuna tavola soprattutto ora che a Ostia si va al ballottaggio tra fascisti dichiarati e i fascisti. Puzza troppo l’idiota, sebbene qualcuno grazie alle lezioni impartite dal guru a suon di liste di proscrizione sui giornalisti da “colpire”, abbia tentato persino di minimizzare, commentando sui giornali anziché lo sdegno, un più bonario “Quando ce vò, ce vò”.

Cambierà l’Italia tutta ora che è chiaro che i fascisti esistono ancora? Ora che è evidente l’arroganza violenta del sistema fascista? Ora che è notorio cosa sia un fascista? Ci si chiedeva stamattina in una lunga e dotta conversazione tra romantici pezzi d’antiquariato comunista.

“No! Ma quando mai?” ho risposto io, che già avevo letto molto su altri argomenti quotidiani, “Decisamente no!”

È solo un episodio che presto sarà archiviato, declassato e poi dimenticato – avevo annunciato con la preveggenza datami dalla vita. E così temo che sarà. Perché l’italiano è un poco ingenuo e quindi da stamattina si domandava: “Perché non l’hanno arrestato?” e lo domandava forte sui giornali, lo urlava sui social, fino a che i giornali questa sera hanno dovuto  spiegarlo a tutti il perché: “Perché il codice penale non lo prevede”. Che poi è sempre la risposta giusta alla domanda che non ci dovremmo mai porre di fronte a un accadimento criminale.

Bene ora lo hanno arrestato, perché appunto “l’atto è stato compiuto in ambiente mafioso”, e perché ha inveito contro le forze dell’ordine. Non di certo perché attivista fascista, non di certo per le sue sparate fasciste. E quindi di nuovo i fascisti non esisteranno più.

E noi, romanticamente antichi, ce ne faremo una ragione, fino a quando non toccherà a noi essere pestati per strada solo perché sapevamo cos’era la democrazia e la libertà; anche quella di raccontare le cose così, proprio luride come sono.

Rita Pani (APOLIDE)

 

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