Riesumazioni

Ieri, come tanti, ho seguito la prima parte dell’intervista di Oliver Stone a Vladimir Putin. Erano passate poche ore dall’apparizione della notizia dell’avvenuto deposito del logo del nuovo soggetto politico figlio di berlusconi: “Rivoluzione Italia”.

Credo che questo fatto abbia leggermente condizionato la prospettiva della mia visione, perché ancora non mi si erano del tutto asciugate le lacrime (delle risate).

Non nutro molta simpatia per Putin, e in generale non nutro simpatia nei confronti di quelle persone che mi obbligano a far la tara delle loro parole, però ascoltavo con interesse nonostante il pessimo doppiaggio, perché mi mancava sentire parlare un politico col piglio politico, fare analisi politiche, esprimendosi con i toni gravi o suadenti degni di un politico.

Stamattina ho fatto un giro sui principali quotidiani italiani, come del resto, purtroppo, mi ostino a fare tutti i giorni, pensando di trovare le prime righe sull’intervista al premier russo, o qualche autorevole commento.

Niet!

Trovo invece in prima pagina, su uno dei maggiori quotidiani, un articolo su berlusconi, fotografato in mezzo ai suoi trofei, preoccupato per le sorti del Milan. Ed è un balzo indietro nel futuro.
Sebbene i giornali italiani continuino a riferirsi a lui come capo di “Forza Italia”, forse per via di un rigurgito di dignità che impedisce anche all’ultimo imbratta carte di scrivere un’idiozia stratosferica come “Rivoluzione Italia”, ricomincia il gioco della propaganda elettorale. E la cosa più terribile è l’urgenza con la quale, in Italia, si senta la necessità di riesumare i miseri resti di un passato sepolto, da porre sui piatti della bilancia di questo futuro politico fatto di niente, se non di ignoranza, pressapochismo, inettitudine e becera arroganza.

No, Putin non mi piace particolarmente, però … il modo col quale mostrava le palle all’America, senza mai fargliele vedere davvero; l’eleganza con la quale mentiva, e le verità incontrovertibili che diceva senza cambiare espressione del volto mi hanno colpita al punto di pensare a che ne sarebbe stato del povero Oliver Stone alle prese con un’intervista simile ad uno dei cento babbei che oggi riempiono le pagine delle nostre vite.

Uno gli avrebbe mostrato orgoglioso il lettone di Putin, l’altro avrebbe fatto salti mortali per non usare mai un congiuntivo, quell’altro avrebbe raccontato del suo gesto eroico nel cacciare un ambasciatore mai accreditato in Italia. Ci sarebbe stato il cretino dei cretini pronto a descrivere il suo impegno xenofobo per togliere i 35 Euro e il Wi-Fi ai migranti, e dietro a lui un ministro che ha posto il tappeto sui cadaveri che galleggiano sul mare … e tutto il peggio che vorrete aggiungere.

Ma resto curiosa. Perché la storia ci ha insegnato che quando si chiama in campo il presidente del Milan, qualcosa non va. Qualcosa sta per accadere. Tanto più che hanno riesumato pure D’Alema. Resta solo da scoprire se avranno cura, questa volta, d’usar l’unguento.

Rita Pani (APOLIDE)