Povero caro Vittorio, morto per nulla

Volevo scrivere una cosa che continuo a cancellare, non perché non abbia il coraggio delle mie parole, ma francamente lo dico: perché non ne posso più di ricevere messaggi e email insultanti, traboccanti minacce astratte da chi ha deciso di farsi risucchiare l’ultimo neurone dalla propaganda fascista.

Volevo scrivere che mi sono accorta di una cosa: più aumentano le notizie delle donne violentate  – forse – dallo straniero,  meno si parla della situazione dei migranti abbandonati alle armi della Libia. Più i giornali inoculano il virus del terrore di camminare per strada, meno si parla delle aggressioni razziste che si ripetono, in questi giorni in Italia. Più si raccontano agghiaccianti accadimenti, che di nero ha solo la cronaca, meno attenzione si presta ai rigurgiti fascisti che ormai son diventati grandi e schifosissime vomitate.

Le associazioni umanitarie lasciano i mari dove le persone in fuga moriranno, il silenzio calerà sulle stragi a venire. Probabilmente non avremo più piccoli cadaveri di bimbi adagiati in riva al mare a far scuotere l’ultima coscienza sopita, e a quel punto – forse – le donne violentate torneranno ad essere centrali nel racconto della lordura abominevole dell’essere umano. Ma anche in quel caso, parlarne, non servirà certo a darsi le risposte giuste per sanare lo scempio.

Volevo chiedere se anche a qualcuno di voi capita di restare senza parole davanti a quelle di altri, lasciate andare con estrema facilità a commento degli articoli di giornale, che sembrano essere scritti col solo intento di attirarle tutte a sé, che più ne vengono e meglio è. La pena di morte! In questi giorni l’ho letta così tante volte che, ogni volta mi svuotavo un po’. Così, per capire, son partita da Giulia, che con veemenza commentava “il branco di Rimini” – che se proprio non lo si poteva mandare in Polonia (e non capiva nemmeno perché) allora si poteva sperare che venissero giustiziati da altri carcerati, nelle patrie galere.

Volevo scrivere a Giulia che non è il colore della pelle a fare di un uomo un criminale. Ma è stato solo un attimo, il tempo necessario a due click per arrivare alla sua bacheca di Facebook e vedere il suo bel faccino sorridente a lato della sua immagine di copertina. La scritta nera su sfondo grigio: “Stay Human – Restiamo Umani”.

Volevo scrivere una cosa, in qualche modo l’ho fatto smettendo di cancellare. Ma quanto è inutile scrivere quando sai che la gente ha smesso di leggere?

(Povero caro Vittorio, morto così giovane per nulla)

Rita Pani (APOLIDE)