Post decadentismo

Questa mattina ho il dubbio che nemmeno dopo la “decadenza” riusciremo a porre la pietra tombale a coprire quel che resta della mummia imbalsamata di quel vecchio debosciato. Ho idea, che la sua salma ancora tornerà utile al sistema, che la esporrà al pubblico ludibrio o all’esaltata adorazione, ogni qual volta sarà utile distrarre l’attenzione dai problemi reali di un paese che nonostante tutto continua a sgretolarsi e morire. Come le statue, come le case, come i ponti e le strade.

Saranno i prossimi processi a mantenere viva la nostra indignazione, i particolareggiati racconti delle sentenze dello schifo, delle mazze e delle mazzette, delle fidanzate, delle cene, delle puttanelle aviotrasportate. Tutti argomenti utili ad aizzare i popoli di sognatori e di disillusi, pronti a combattersi a suon di striscioni e false manifestazioni.

Ce l’hanno fatto vedere ieri, le poche immagini – sempre le stesse – di un popolo alienato che ancora si ostinava a non guardare niente oltre il desiderio di riconoscere tra le facce sconvolte da un lutto recitato male, quella del vip ormai in disarmo, magari speranzoso di tornare ad essere pagato dal padrone delle televisioni. Comparse speranzose di poter essere protagonisti.

Stavo per scrivere “solo in Italia”, ma a che servirebbe? Sappiamo bene che solo qua si può assistere alla chiassosa indecenza di un pregiudicato libero di far discorsi eversivi, libero di insultare le istituzioni che ha disintegrato in vent’anni di potere barbarico, libero di mostrare tutto il disprezzo possibile verso la legge e lo stato.

Servirebbe davvero prendere uno per uno, quei dementi e spiegare loro cos’è la frode fiscale? L’abuso di minore? La mafia? La corruzione? In un paese normale … (che noia!) In un altro paese, uno di quelli che esige il rispetto dei diritti e dei doveri … Ma noi siamo qua, a dirci le cose tra di noi, a vivere l’incoerenza di chi alla fine si arrende alla ricevuta fiscale che è meglio non farla per pagare di meno. Siamo qua, arresi all’espediente che ci dà la sensazione della sporcizia necessaria alla sopravvivenza. Siamo qua, persino convinti che abusare di un minore, quando lo si fa per soldi, è diverso che abusarne per mera depravazione. Persino convinti che alla fine, vendere una figlia con la prospettiva dell’investimento futuro da mettere a frutto, sia diverso di vendere una figlia perché i soldi pochi o tanti è sempre meglio averli in più.

No, non è finita ancora, quindi. Altra carta e altro inchiostro verranno consumati in nome dell’anestesia collettiva, quella che tace sulla volontà di non cambiar nulla perché tutto va bene così com’è, per chi ancora non ha finito di raschiare ciò che resta nel fondo dei nostri barili. Né la legge elettorale (quando mai decidere davvero chi mandare a governare?) né la legge sul conflitto di interessi (vogliamo togliere la possibilità di far candidare un’erede della dinastia del debosciato?) né le leggi a tutela del lavoro (se non quelle fasulle che hanno dato la stura al nuovo indebito arricchimento di imprenditori, che assumono in maniera fittizia giovani lavoratori, continuando a pagarli la miseria del nero) né un reale sistema di tassazione che vada a colpire i grandi capitali, che poi son gli stessi capaci delle grandi evasioni fiscali, da ripianare con miserabili e convenienti condoni.

Non è finita. Ce lo dice il fatto che il nuovo sia quel che vediamo: il neo deficiente Renzi, l’inutile fanculizzatore, il nuovo centro destra, e persino la vecchia lega. Tutto, nuovo, tutto fermo, tutto immobile, tutto mummificato, esattamente come quel vecchio debosciato.

Ci vuol coraggio a scegliere di respirare ancora.

Rita Pani (APOLIDE)

2 responses on “Post decadentismo

  1. Rita dai un pò di entusiasmo ….almeno ora è uscito dal parlamento !!!!

    e poi volevo solo farti una domanda …pensi che se nel parlamento non ci fossero stati, adesso, quei ragazzi del movimento 5 stelle, il nano l’avrebbe fatta franca anche questa volta ??
    io credo di si ….sarebbero riusciti a mettere tutto a tacere ….

    con la consueta stima
    un saluto
    paolo

    • Se non ci fossero stati loro? Sì, sarebbe uscito ugualmente perché ci sarebbe stata l’evidenza, e soprattutto sarebbe uscito ugualmente perché ormai diventato ingombrante anche per le “mafie” che l’avevan messo là. ;) Non voglio far finta che la volontà popolare conti ancora qualcosa, sarebbe disonesto.

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