Poi la vita, gli alieni, le droghe pesanti …

Una volta, cultura e sinistra erano come il “pane e il burro”. Sempre insieme. Poi la vita, gli alieni, le droghe pesanti rilasciate a nostra insaputa nelle condotte idriche, o le scie chimiche per il controllo della mente, hanno fatto il resto.

“Cultura e sinistra” cambiarono il loro significato intrinseco, si trasformarono con la rivendicazione legittima della destra: “Anche noi abbiamo i nostri intellettuali, i nostri uomini di cultura.” Uomini, sia chiaro, che anche “donna” per la destra ha una sua accezione particolare.

Quando ancora si poteva affermare con orgoglio l’appartenenza a sinistra, si estraevano dal cilindro i nomi degli intellettuali, delle donne e degli uomini di cultura, come i bimbi tirano fuori dalle loro tasche le figurine dei Pokemon. Oggi a nominare Pasolini si rischia di sentirsi chiedere: “Pasolini chi?” Quando muore uno degli ultimi baluardi della cultura italiana, la “cultura di destra” ne demolisce il ricordo, ne mina la valenza, oltraggiando dalle colonne dei giornali di parte, la memoria. Toccò a Monicelli, come da ultimo al Maestro Abbado. E gli altri; quei tanti, che purtroppo la vita ci ha tolto e non ci restituirà più. Sempre quella vita, o gli alieni, o le droghe pesanti che ci hanno trasformato così, come non riusciamo a guardarci.

Ogni arte degna di renderci orgogliosi, era una volta rappresentata da qualcuno di sinistra – e badate bene – non sto dicendo “comunista”, che magari il lettore s’offende per il linguaggio scurrile. Non solo pittori, attori, scultori, scrittori, musicisti colti e direttori d’orchestra, registi o ballerini classici. Anche i cantanti e cantautori, quelli che con la rima e il ritmo sincopato ci facevano canticchiare la vita e la sua realtà. I cantanti cantavano, e parlavano a noi con le loro canzoni.

Poi la vita, gli alieni … e Povia diventa un emerito rappresentante della cultura di destra.

Nessuno ti dirà Povia chi? Il cantante che con le sue canzoni di lotta e proposta insegnava ai bambini a fare oh. Quello di “vorrei avere il becco”, che avrebbe fatto morire di invidia Giacomo Leopardi. O di Luca era gay, il ragazzo che alla fine guarisce. Tutti sanno chi è Povia.

E come ogni uomo di cultura che si rispetti, anche Povia elargisce la sua saggezza dalle pagine del social network più frequentato, spingendosi fino ad esprimere la sua sensata opinione sul perché dei terremoti, che mi piace copiare, dato che ha attivato in me una riflessione altrettanto profonda:

«La terra è in continuo movimento naturale, ci sono scosse di assestamento, etc, ma la terra è anche popolata da 7 miliardi di persone che si muovono. E questa potrebbe essere un’altra causa».

C’è di che pensare, in effetti. Sette miliardi di persone che si muovono non sono bruscolini. Poi c’è chi ora corre, chi salta, chi pesta;  e quanti martelli pneumatici si stanno usando in questo momento, nel mondo? Quanti trapani stanno forando le pareti delle case o i muri dei cantieri? Quanti stanno schiacciando il mozzicone  di sigaretta con la scarpa, quanti stanno uccidendo un ragno con una ciabatta? Son cose a cui in effetti non avevo mai pensato, e per le quali ringrazio.

Sono andata così oltre nel mio cogitare che alla fine mi son domandata, se tale tesi non sia applicabile anche per spiegare il fenomeno delle trombe d’aria, dei venti, e delle tempeste: quanti ippopotami, elefanti e rinoceronti ci saranno in questo mondo? E se scoreggiassero tutti insieme?

 

… Oggi so che ritenersi l’unica persona sana di mente in un mondo di pazzi, può portare alla follia, spingerci fino al desiderio di morire, per liberarci dal peso opprimente. Ho deciso quindi di salvarmi la vita, accettando di essere l’unica pazza in un mondo di sani.

 

Rita Pani (APOLIDE)

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