Non è la stessa cosa (bruttissima gente)

“La storia insegna, ma non ha scolari” (libera citazione da Antonio Gramsci) Anche Gramsci, in effetti avrebbe potuto insegnare qualcosa, se avessimo letto con attenzione. Ma se io son vecchia, Gramsci oggi sarebbe antichissimo.

Confesso un certo annichilito distacco da questa pagina, persino da me stessa, e molta fatica nell’intima lotta tra il sapere che queste righe non avranno alcun senso per tanti, che produrranno i soliti commenti vuoti di insulti, e il mio personale abbattimento dato dalla consapevolezza della mia personalissima inutilità. Ma me lo devo. Pago scrivendo il debito morale che ho verso me stessa, e verso i tanti compagni di una vita che insieme a me hanno sempre creduto che per fare del mondo un posto migliore, bisognasse in qualche modo sporcarsi le mani, ferirsi, e far calli sulla propria pelle.

Quindi no, non posso tacere leggendo e sentendo che questa nuova protesta dei “forconi”, sia la gente stanca e “normale”. Non posso tacere, mentre dell’Italia si prova a fare il Cile. E meno che mai – sempre per quel debito morale, verso me stessa e verso altri – posso plaudire ad una polizia che si leva “il cappello” di fronte alla gente. Bruttissima gente.

Non posso per il rispetto che devo alle migliaia di ragazzi che in strada hanno portato la protesta per una scuola devastata, e dalla polizia col cappello son stati massacrati.

Non posso per le teste fracassate degli operai, che nelle piazze hanno vissuto a più riprese, cercando di salvare le loro esistenze.

Non posso per me stessa, che ancora oggi ho conti da saldare, con questo stato penoso, che mi chiede conto per aver difeso la Costituzione, ricordando fino allo sfinimento, che essere fascisti, in Italia, è ancora un reato.

C’è differenza – non lessicale – tra protesta, rivoluzione e guerra civile. Una grande differenza che noi – quelli che la storia l’hanno studiata – conoscono per averla letta sui libri. Chi invece non sa, o immagina di potersi svegliare in un mondo migliore, dall’oggi al domani davanti a un caminetto acceso, e un computer sulle ginocchia, la imparerà dalla televisione, o da youtube. Qualche altro piangendo il morto – di solito innocente.

Non si può star zitti a far finta che non stia accadendo nulla, quando la gente (bruttissima gente) finge di non vedere le braccia tese che salutano la polizia; le squadracce che minacciano uno per uno, tutti coloro che con questa merda non ci vogliono avere nulla a che fare. Non si può davvero avvallare l’idea che “i comunismi e i fascismi” (stessa cosa, cosa vecchia) non torneranno più.

Prima di tutto perché “i comunismi e i fascismi” non vuol dire nulla. Secondo, perché il comunismo e il fascismo non sono per nulla la stessa cosa. Terzo, perché il comunismo nemmeno sapete cosa sia – non lo avete mai visto in questa Italia “liberata” dagli americani – ma il fascismo ci sarebbe ancora chi potrebbe raccontarvelo.

Non si può tacere, perché tacendo si diverrebbe complici di tutto questo, ed è un affronto che, egoisticamente, non potrei mai farmi.

Chi finge di non vedere quel che accade, chi avvalla questo schifo, chi spera che sarà solo il peggio a riportarci al meglio, probabilmente in piazza con l’operaio non c’è stato mai, né con lo studente, né con i migranti, né per la Costituzione, né per ogni ultimo che ha avuto bisogno d’esser elevato, almeno, al rango di persona. E francamente credo che, gli stessi che oggi blaterano di gente normale, stanca, che protesta, nemmeno oggi siano là in piazza, normali tra i normali.

 

Rita Pani (APOLIDE)

6 responses on “Non è la stessa cosa (bruttissima gente)

  1. Gente normale? Ma stiamo scherzando? E’ forse normale la gente che non paga tassa alcuna e protesta perché a causa delle accise guadagna di meno? Sono forse normali gli ambulanti che non ti rilasciano uno scontrino neanche davanti ad un mitra spianato e si lamentano che non riescono a lavorare? Sono forse normali gli studenti che non avendo nulla di meglio da fare sostengono quelli che pretendono che una casa dove abitare è un diritto? Se questa è gente normale, io che pago le tasse, pago il mutuo e le spese di condominio sono decisamente anormale. Io che cerco di risparmiare su ogni cosa che devo comprare sono anormale. Quelli che, invece, si rifanno ad un dittatore che vorrebbe mettere alla gogna tutti i giornalisti contrari al suo pensiero o quelli che ripongono le speranze in un mafiopiduista pluricondannato che in quasi 20 anni ha ridotto questo Paese ad uno schifo… Quelli sarebbero normali?

  2. Pingback: NON È LA STESSA COSA (BRUTTISSIMA GENTE) | Informare per Resistere·

  3. essere fascista non è affatto un reato, nessuna legge lo vieta. Quanto al comunismo, no, non lo abbiamo conosciuto, infatti. Mica tutte le disgrazie devono per forza capitare a noi. Però possiamo farcelo raccontare da qualche polacco o da qualche ungherese che ancora si ricorda.

    • sai qual è la differenza fra un neofascista e un neonazista da una parte e un comunista dall’altra? E’ che i primi due rimpiangono e inneggiano a Mussolini e Hitler, mentre il terzo non ha alcun rimpianto per Stalin, che considera un traditore del comunismo, alla stregua di un qualsiasi dittatore che la Storia ha prodotto. Studia, ragazzo, studia…

  4. Di solito non perdo tempo con gli imbecilli, ma questa volta è doveroso:
    L’apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione”), anche detta Legge Scelba.
    Quindi leggi anche XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, magari te ne fai una ragione.
    L’apologia del fascismo è un reato, che le piaccia o no, che le abbiano detto in modo diverso o no.

Comments are closed.