Nessuno tocchi Equitalia

Se vivessimo in un paese “normale”, uno di quelli delle favole, tutti quanti pagherebbero le tasse senza fiatare. Non ci sarebbero mai stati ladri, criminali, debosciati, nani, ballerine e puttane a governare, e la televisione sarebbe solo un elettrodomestico da utilizzare quei dieci minuti prima di andare a letto per conciliare un sonno beato.

Siccome viviamo in Italia…

Capita che sia una cosa pietosa come brunetta, a ringhiare contro l’onta subita da Equitalia per via di un “gesto dell’ombrello” mostrato nella santa televisione da un giocatore di calcio qualunque, un argentino che in Italia  –trovandosi a suo agio – ha evaso il fisco.

Capita che se ne parla per giorni, che si esigono scuse, commissioni d’inchiesta, e soprattutto “sondaggi d’opinione”, quelli inventati dalla propaganda per farci sentire tutti più partecipi e protagonisti. Dobbiamo “bla-blare” per sentirci parte integrante della vita, ormai.

È facile accanirsi contro quella ridicola cosa e pietosa di brunetta, quasi come sparare sulla Croce Rossa. Uno che sta invecchiando rifacendosi dei torti subiti in un’ infanzia che immagino fatta di persecuzioni bulliste e insicurezze. Uno che è diventato ministro solo per far apparire un po’ più alto il suo padrone, nelle fotografie.

Troppo facile poi, cooptare il neurone italiota per farlo regredire ancora un po’, perdendosi in un abisso di “perché Maradona sì e il tizio frodatore no”, o peggio il classico: “Parli te, che sei a servizio di un condannato per frode fiscale …”

Pensare anche solo un momento alle VITTIME di Equitalia? Pensare agli imprenditori sardi costretti a difendere i loro ovili con i fucili? Alle persone che di fronte alla prospettiva di perdere la casa, privi di copertura da parte dello Stato che rende immuni, o dei tifosi che proteggono l’idolo, si sono dovuti sparare o impiccare? Ai figli resi orfani dalle cartelle di Equitalia?

Esigere il rispetto, per noi comuni mortali, è davvero diventato così difficile? Esigerlo da tutti, persino dal nostro negoziante o dal nostro dentista, è impossibile perché condannati alla sopravvivenza, proprio da questi criminali che ci hanno derubato, in anni e anni di barbare razzie.

Se vivessimo in un paese normale, non staremo ogni giorno qua a piangerci addosso perché ormai non c’è più niente di normale intorno a noi.

Se vivessimo in un paese normale, appena sentito che una banda di ladri si erge a “sentinelle delle tasse”, ci sarebbe stata una rivolta popolare, ma come dicevo: ormai l’anormalità è normale. Quindi l’idiozia del … “se pagassimo tutti e se i ladri stessero in galera …” la risparmio a voi, e soprattutto la risparmio a me.

 

Rita Pani (APOLIDE)

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