La storia! Com’è bella la storia

La storia! La storia! Com’è bella la storia che racconta del mondo, come l’abbiamo fatto, e come lo abbiamo distrutto. Abbiamo imparato la storia dell’Egitto, scritta sulla pietra, scritta sul papiro. Abbiamo imparato la storia disegnata sulle pareti delle caverne dai “primitivi”.

Oggi dovrebbe essere di una semplicità disarmante studiare la storia … abbiamo Internet, che se lo avessero avuto i romani, ah! Quanta di più ne conosceremmo!

La storia oggi la scriviamo tutti i giorni, a volte anche solo con un “Tweet”, peccato che se ne scriva troppa che non basta la memoria per ricordarla tutta.

Per esempio la storia della consegna delle C.A.S.E a L’Aquila …

… Leggendo gli “annali” sembra quasi di rivederne le immagini. Di lui che arriva a consegnar le chiavi “scatenato” ed è subito show: “Dai ragazzi, facciamoci tutti la foto facendoci tutti le corna” … “Forza ragazzi! Facciamoci le foto con le ragazze, ma che siano tutte maggiorenni e che non si chiamino Noemi!” Poi il Premier racconta una barzelletta e dopo ancora incalza i giovani volontari: “Dai! Facciamo una foto gioios tirando tutti le braccia in alto, facciamo finta che Giovanardi sia bello.” Brusco si interrompe, il Premier, e girandosi dice: “Ehi! Chi mi sta toccando il culo?”

Il Premier dei miracoli poi, dà consigli ai giovani, forte della sua esperienza di venditore piazzista: “Bisogna sempre sorridere, chiamare le persone con la musica più dolce che è il loro nome, promettere sempre di realizzare i sogni.” E ancora, dopo qualche barzelletta parla dei soldi che investe per la ricerca sulla sua immortalità o almeno al limite dei 120 anni che vorrebbe raggiungere, e prima di far calare il sipario sul giorno dei miracoli, finalmente si dedica a ciò per cui era arrivato in Abruzzo, la consegna di un pezzo di Paradiso:

Le strutture antisismiche degli appartamenti, «sono straordinarie» e «c’è l’assoluta sicurezza». Le case, ha poi sottolineato il premier, «sono belle e non sembrano in serie, non sono casermoni o case popolari, si inseriscono in punta di piedi nel paesaggio, in quello che si chiama skyline».

La storia! La storia! Com’è bella la storia oggi che si può archiviare in una biblioteca virtuale. A rileggerla oggi vien da rabbrividire, e dopo da pensare come fu che quel giorno nessuno gli sputò. Nessuno lo prese a sassate, e tutti stettero là, ad attendere di far parte di quel meraviglioso skyline.

Oggi è crollato il primo pezzo di paradiso, marcito dalla pioggia, costruito con niente, pagato come fosse qualcosa, divorando i soldi dello stato, ingrassando mafiosi, criminali palazzinari, ladri di ogni sorta. La razzia che oggi la storia quotidiana si ostina a chiamare “crisi economica”, che guarda caso impoverisce tutti noi, per aver arricchito loro.

L’Aquila vecchia è ancora crollata, e difficilmente qualcuno la ricostruirà nonostante le buone intenzioni di chi a L’Aquila ci vive, ma attendo di sapere cosa racconterà la storia, quando anche queste case di cartone verranno giù pezzo a pezzo, diventando così parte integrante di quest’Italia ormai demolita, che basta una pioggia per scivolar via, che ovunque ti giri, ormai, un pezzo non c’è più.

La storia! È bella la storia, ma più la leggo e più capisco perché ormai, nessuno, vuole impararla più. Meglio dimenticare per riuscire a far finta di vivere in un posto normale, almeno fin che si può.

Rita Pani (APOLIDE)