La barbarie

Qualche giorno fa scrissi due righe su un Social network, a proposito del ghetto di Foggia dato alle fiamme, e alle due persone che avevano perso la vita. Lamentavo il fatto di come così facilmente fossimo arrivati “anche noi” a dar fuoco alla gente. Una signora, sinteticamente commentò con un “esagerata”.

Ho visto poco fa un video su Repubblica. A Palermo una persona dorme sotto le coperte, adagiata all’angolo di una via. Un’ombra si avvicina e si fa uomo. Ha con sé  un secchio, lo rovescia sopra le coperte della persona addormentata che d’improvviso solleva la testa. Un momento prima che l’uomo faccia partire le fiamme, che in una frazione di secondo avvolgono tutto.

Anche quella persona era un uomo. Aveva quarantacinque anni, e viveva per strada. Di più non so, e nemmeno mi interessa. Era un uomo che è stato ucciso con barbarie da un altro uomo. Non voglio nemmeno sapere se ci sia stato un motivo; non riesco ad immaginarne uno plausibile. Non penso  nemmeno che ne possa esistere uno capace di spiegare un gesto barbaro come questo.

Non ero esagerata, quindi. Si può decidere una sera di uscire da casa con un secchio di benzina, e di andare a dare fuoco a una persona inerme, che nonostante la vita riesce a dormire tranquillo la notte, pure se non è coperto da un tetto, se non ha chiuso la porta con quattro mandate.

Fa paura la povertà che a volte viviamo, pure se non è ancora abbastanza povera quanto quella che ci circonda e ci terrorizza al punto da non riuscire a guardarla dritta negli occhi.

Fa più paura la miseria che ci vive accanto, quella capace di tanta inaudita barbarie.

Rita Pani (APOLIDE)

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>