Il nuovo futuro

Sì, dai. Fatemi godere, ditemi ancora quella cosa delle “urne”, che tipo, se andiamo a votare poi, noi siamo liberi e democratici. Mi fa ridere ogni volta che la sento, questa barzelletta, proprio come una delle tante sui carabinieri.

Quanta freschezza in questa povera Italia, che davvero a guardarla solo con gli occhi e il cuore poggiato sul comodino, ci fa sbellicare dalle risate. Così ridicola da sembrare un film dei fratelli Vanzina, che non fa ridere per la comicità, ma diverte al solo pensiero che ci sia qualcuno disposto a pagare per vederlo.

Dunque le cose stanno così: arrivano le “nuove novità” per la stagione politica autunno inverno. E il campionario è così ricco che si resta confusi.

Renzi. Nuovo e giovane, mette a curriculum la sua prima condanna per danno erariale. Si presenta malissimo, figlio di una televisione commerciale che sputa luoghi comuni e slogan da pubblicità, ma rampante al punto giusto con i suoi giubbotti di pelle e la stupidità che porta fortuna. Il rottamatore, lo chiamano, colui che dovrebbe salvare l’Italia dalla dinastia dei dinosauri canuti. Poche idee ma confuse, potrebbe essere davvero l’uomo nuovo per la nuova “giovane italia”: “una volta dico una cosa di sinistra, una volta una di destra; è urgente la riforma della giustizia”. Così da togliere ogni dubbio sulla sua stupidità.

Di nuovo c’è anche la Lega e bossi annuncia di pensare a una sua nuova candidatura alla segreteria. Quando uno nasce leader, non può morire gregario. E vi rispetto troppo per aggiungere altro, tanto so che di coloro che mi leggono nessuno ammetterebbe mai di votare lega. Sarebbe come auto flagellarsi, e i leghisti, si sa, non sono così coraggiosi.

Toh! Guarda! Come previsto “riciccia” fuori anche fini. Nuovo, nuovo, “rinverginito” da un breve periodo di silenzio e riservatezza. Sì, perché ora che il pdl è finito, bisogna tornare al fascismo quello serio.

Però, siate buoni, raccontatemela ancora una volta, quella del voto che ci rende liberi; son così triste, ‘sti giorni prima di novembre!

Un altro conflitto di interessi? Come si collocherà l’esercito di silvio, con la marina? (Lo so, questa era facile.) orna forza Italia e come scrissi in tempi non sospetti, in casa berlusconi mentire è regola. Quindi quei troppi “mai in politica” mi lasciarono percepire il pericolo di passaggio di mano della presidenza dell’azienda Italia, da padre in figlia. Uno stato a conduzione familiare, dove i servi non potranno mai essere null’altro che servi. Da cameriere puoi al massimo aspirare alla carica di maggiordomo, ma nulla di più, nemmeno sposandola la figlia del padrino. Di tutto il campionario, questo è l’articolo che mi piace di più. Il solo pensiero di cotanta schifezza solletica il lato più cinico di me, e anelo il giorno in cui leggeremo sui giornali: “Finalmente in Italia il primo presidente del consiglio donna.” – Mi scuso, rido, sola e sconfortata che mi sembro matta.

Che altro? Oh,no. Non ci cadrò. Il resto, quello nuovissimo, pare talmente uguale a tutto questo vecchio, che non posso cominciare nemmeno a scriverne. Il nuovo che manda la sua muta di cani da guardia ad azzannare il collo di Josepha Idem;  il nuovo che salva la Costituzione fatti salvi gli articoli da modificare ad immagine e somiglianza di un anziano comico in disarmo. Il nuovissimo che rigurgita fascismo, che s’incazza e sbraita quando i suoi mastini son troppo docili e ripudiano il fascismo … e basta.

E non rido più. Dai, raccontatemi di nuovo, di quando alle urne saremo veramente liberi di esprimere la nostra volontà. È così dolce l’illusione!

Rita Pani (APOLIDE)