Il cavaliere violentato e il popolo terrorizzato

Tutto, ci rubano tutto. Ci hanno rubato “libertà”, stuprato “democrazia”, annientato “cultura”, cancellato “storia”. Rivoluzione, terrorismo e persino violenza.

Al fano: “Cav violentato da estremisti” Replica della santanché: “Terroristi”

Violentato? Vio-len-ta-to!?

Noi siamo stati violentati da quel vecchio porco e debosciato per un ventennio lungo un secolo, ogni santo giorno della nostra vita, fino a scegliere di proteggerci rinchiudendoci nel silenzio, nelle facezie quotidiane. Distanti dai giornali che ogni giorno ci martellano con le miserie umane di un esercito di idioti, criminali, ladri e lacchè.

I veri terroristi sono quei giornalisti da strapazzo, che oggi hanno pensato bene di incedere nei dettagli di una sentenza, che avrebbe dovuto metter fine alla vita pubblica di un vecchio maiale, e che invece temo lo terrà vivo e vegeto negli irraggiungibili sogni erotici di chi non ha nemmeno le mani per masturbarsi.

Il terrorismo mediatico che uccide le menti sopite e violenta quelle pensanti, che racconta per una maggiore tiratura – cartacea o multimediale – delle mirabolanti perversioni del Priapo “de noantri” ad ria compressa, intento a praticare sesso orale, facendosi praticare sesso orale a 3 atmosfere, a pene posticcio come del resto è posticcio ogni centimetro di amalgama di silicone e fondotinta che lo ricopre.

Violentati dalla nauseabonda descrizione. Terrorizzati alla sola idea di poter essere ancora una volta violentati dalla prossima sentenza, che ormai si attende, come un tempo i meno fortunati attendevano la mensile pubblicazione del manuale per il sesso artigianale, che in un mese le fotografie si logoravano dal troppo uso.

Terrorizzati sì, dalla sensazione che le tragedie vere capitino solo a noi, e così soli da non riuscire nemmeno a parlare della nostra unicità di avere un padre con l’Alzheimer, un fratello con tre figli disoccupato, un congiunto che si è risolto a rubare per sopravvivere, l’impossibilità di riuscire a pagare le bollette a fine mese, il riscaldamento spento e i termosifoni usati come mensole, l’auto rottamata per l’impossibilità di mantenerla, così come i figli a scuola o all’università.

Violentati, dalla certezza negata fino alla fine, che non proprio tutti i soldi che un solo vecchio maiale, spende in puttanelle in carriera siano i suoi. Tanti, troppi di quei soldi erano nostri e noi stiamo ancora pagando e pagheranno anche i nostri figli.

L’unica cosa che un po’ mi consola, è che come tutti sanno dei vizi privati di un debosciato pubblico, così sanno anche i suoi figli. E sapere che per danaro e solo per danaro devono far finta anche di volergli bene, mi solletica lo spirito. Provo persino piacere pensando che corrono in bagno a lavarsi, ogni volta che papà gli dà un bacio. Poca cosa lo so, ma che ci volete fare, dopo la sentenza mi è difficile pensare che con un cunnilinguo potrei averne di più.

Mi sa che ci hanno tolto pure quello.

Rita Pani (APOLIDE)