Fai una palla … lanciala in aria

Insomma, funziona così: “fai una bella palla di merda, lanciala in aria, spostati e attendi che cada”. Quando sarà caduta avrà coperto tutte le cose, e ci si sentirà autorizzati a dir che tutto il mondo è una merda.

Qualche giorno fa, in Calabria, in seguito a un’indagine sulla Protezione Civile, sono stati eseguiti 4 arresti per il solito vecchio, quanto abusato reato di truffa. O, sì, per esser precisi, 2 degli arrestati erano della Protezione Civile calabra, gli altri i soliti imprenditori padani, quelli che sulla pelle degli ultimi ci han fatto i soldi veri. Che c’è di strano? Nulla, veniamo dai tempi in cui con gli sms destinati allo tsunami in Bangladesh si risanarono i conti della Protezione Civile, successivamente dissestati con i “massaggi brasiliani in perizoma e senza preservativo”, che pare facessero tanto bene alla cervicale.

Vi capita mai di vedere i volontari della Protezione Civile? Hanno quei buffi giubbini colorati, e fanno sì – spesso gratuitamente – che si sopravviva alle macerie di un terremoto, che non si muoia durante un concerto … cose così.

Ecco, prendi una palla di merda tirala in aria e cerca d’aver mira: colpisci le ONG (Organizzazione Non Governativa) e in meno di una settimana avrai almeno insinuato il dubbio nel piccolo popolo italiota, che il vero problema dei flussi migratori dal nord Africa sia colpa loro. Il problema vero è che il razzismo non bastava più. Non bastava un salvini, o un altro buffone neonazista, perché in fondo conserviamo ancora una coscienza, bisognava minare anche tutto intorno al cratere già formato dalle precedenti esplosioni. Bisognava erodere ancora qualche certezza in più.

Vi capita mai di vedere i medici di Emergency? Vi capita mai di vedere persone intente “ad aiutare i profughi a casa loro”? Vi capita mai di ricordare che ci sono volontari italiani che rischiano la vita in silenzio e senza pretendere alcuna medaglia, laddove altri diventano eroi ammazzando bambini nei mercati o bombardando le scuole o peggio ancora proprio gli ospedali creati e resi efficienti dal personale – volontario – delle ONG?

Quindi la scoperta qual è? Che anche tra le ONG si possa nascondere il malaffare, in Italia?

Non entro nel merito di un’ indagine (a quanto pare mai veramente iniziata e già ferma) e nemmeno discuto le dichiarazioni di un procuratore, ma ho sempre trovato assurdo “incendiare i pozzi” di questa Italia che va a fuoco anche quando scorreggia un maiale. Trovo assai poco serio generalizzare così come è stato fatto (almeno sui quotidiani) su un argomento così delicato e triste, e trovo aberrante lo sciacallaggio politico che ne è immediatamente derivato, pasturando il popolo di ghiozzi italioti che in meno di quattro giorni, ovviamente, ha fatto di tutta l’erba “un fascio”.

Perché alla fine, mi spiace, solo di questo si tratta: un fascio. Ma forse anche più d’uno ora mai.

Rita Pani (APOLIDE)