Che il signore vi strafulmini tutti

Stavo cercando sul Vangelo la parabola che narra di come i bravi cristiani devono esultare di fronte all’ennesima strage che uccide vittime innocenti in mezzo al mare, ma non l’ho trovata. Sono atea, per fortuna, ma ho memoria di qualche liturgia, persino di quella buffa stretta di mano che i fedeli si scambiano in chiesa mormorando: “la pace sia con te!”

Buffonate, suppongo. Menzogne sospirate quasi come fosse un rito propiziatorio, un gesto scaramantico, ma soprattutto un atto di ipocrisia crudele e malata.

Dio non esiste, purtroppo. Noi atei lo sappiamo, e a me un poco dispiace. Mi piacerebbe se fosse come lo descrivono i cristiani che non sanno leggere e comprendere le scritture: un Dio vendicativo, uno di quelli che le mani te le brucia appena tieni un rosario in mano, che ti invia la punizione divina appena ne nomini il nome invano, appena compi un atto aberrante del quale un domani dovrai rendere conto.

Ma questo è il nuovo che è avanzato dal vecchio, e io mi ricordo. Mi ricordo lo sdegno per la felicità espressa di fronte a un terremoto. Che brutte persone quelle che ridevano e si sfregavano le mani mentre L’Aquila veniva giù! E voi? Dove sta la differenza, la vostra beltà, quando armati di smartphone e ignoranza commentate la morte altrui con l’esultanza da stadio e il senso di vittoria nel cuore?

E so che avete figli, che li mandate agli scout “per imparare a stare al mondo”, andate in chiesa come nelle occasioni mondane con gli abiti lunghi e i capelli lisciati, o le domeniche d’inverno, prima di passare al bar a prendere i pasticcini della domenica, il giorno da santificare nei centri commerciali, con i vostri bambini addobbati a festa da mollare in una gabbia piena di palle di plastica, perché non vi rompano le balle mentre godete della vostra vita fatta di nulla.

Siete i cristiani della lega, che non fate elemosine a chi vi “rompe i coglioni furi dal supermercato”, che avete campi sterminati di kiwi e agrumi – che andate in chiesa – ma tenete gli schiavi neri sotto le baracche di plastica e se muoiono di lavoro o investiti in bicicletta, semplicemente li usate da concime seppellendoli nei vostri campi, un po’ come un tempo si usava in Padania con gli schiavi albanesi che vi hanno costruito i palazzi e le ville, che quando cadevano dall’impalcatura, li buttavate sul greto del fiume insieme ai detriti.

“Non maltratterai lo straniero e non l’opprimerai, perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto” so che questa frase non vi dirà nulla, perché principalmente siete ignoranti per poter essere così razzisti, ma sta nelle vostre sacre scritture. Quelle che brandite come armi quando bardati con tanto di corna in testa e rosario in mano, vi ritrovate tra voi allo zoo di Pontida.

Sono atea, purtroppo. Se fossi credente ora pregherei per voi: “Che il Signore vi strafulmini tutti!”

E prima che vi scappi la mano, e il t9 vi faccia più ignoranti di quelli che siete: sì ne prenderò uno a casa mia, perché credo che sia l’ultimo atto di una Resistenza fattibile. Accogliere chi ha ancor meno di quel che ho io, e dividerlo con lui.

Rita Pani (APOLIDE)