Benvenuti in Calabria

Ci son cose, in questa Calabria dimenticata da Dio per via degli uomini che la calpestano, che a volte lasciano increduli e sgomenti chi come me non essendoci nata ci vive solo da qualche anno. Son quei piccoli o grandi gesti di regressione e abbandono, di incuria totale o di rafforzamento dell’arretratezza utile a chi, questa terra, non ha ancora finito di sfruttarla e violarla. Son quelle cose che noi, che qua ci siamo capitati, a volte non riusciamo a spiegarci.

È il caso della sorpresa avuta ieri pomeriggio all’arrivo alla spiaggia di Marina di San Lorenzo, quando abbiamo trovato tutti gli accessi al mare chiusi da un nuovo fiammante guardrail che gli operai dell’ANAS avevano appena finito di montare lungo la strada statale 106.

Passato il primo momento di sbigottimento un poco divertito, per l’assurdità di tale opera di ingegno, ci siamo resi conto che nella nostra compagnia avevamo anche un disabile ipovedente, e le nostre risatine si son spente lasciando spazio alla desolazione più completa; quella desolazione che spesso trovi nel silenzio di chi ha imparato a subire, aggirando ogni ostacolo imposto dal vivere in Calabria, senza più nemmeno provare a ribellarsi.

Ed esattamente così, anche noi, abbiamo scavalcato il problema guidando e reggendo il nostro amico fino al sottopassaggio della ferrovia, arrivando in quella spiaggia che pur lottando contro l’erosione del mare e l’umanità poco umana, si conserva ancora abbastanza pulita e accogliente. Sapendo che il problema, però, si sarebbe ripresentato al ritorno abbiamo cercato di capire quale finissima mente avesse partorito la geniale idea.

Ebbene, abbiamo scoperto che l’ordine era partito dall’ANAS con una motivazione che ha del demenziale: “Bloccare gli accessi al mare per far sì che le persone non parcheggino più le auto a bordo strada.”

È difficile proseguire il racconto; quasi impossibile chiedere spiegazioni, porsi domande e soprattutto darsi risposte sensate. Inutile sarebbe ricordare all’ANAS che esistono leggi dello stato che garantiscono l’accesso al mare, e altresì che c’è un codice della strada che potrebbe impedire di parcheggiare. Inutile spiegare che nessuno ha diritto di abrogare una legge per non applicarne un’altra. Inutile persino spendere parole per ricordare che c’è chi ancora lotta contro le barriere architettoniche, mentre c’è chi le alza, invogliando per altro, chi può, ad attraversare la ferrovia.

Inutile anche far finta di credere che sia questa la vera motivazione; sarebbe un insulto per le intelligenze di tanti. Forse l’unica domanda utile da farsi sapendo che comunque non avremo mai risposta è: “Chi ha interesse di impedire alla gente di recarsi al mare alla Marina di San Lorenzo? A chi interessa che l’unico locale di ristoro presente in spiaggia chiuda per sfinimento? Chi ha deciso di togliere alle persone una delle poche spiagge libere e frequentabili dello Jonio?” E se queste domande son figlie di una subdola malafede, allora ne resta un’altra: “Chi è il geniale responsabile di questa opera insulsa e peregrina?” E questo sì, credo non lo sapremo davvero mai.

Rita Pani