Ali Baba e i 49 milioni

Ho una forte nostalgia dei tempi in cui per quasi due giorni ci impegnammo a salvare la Costituzione. In realtà ho anche molta nostalgia dei tempi in cui a nessuno sarebbe mai venuto in mente che un giorno, avremmo dovuto proteggere la nostra Costituzione, ma tant’è!

Mi ricordo che la protesta fu molto Social, con figurine e avatar toccanti.

Ho visto poco dell’adunata per il saluto al duce dell’8 Dicembre a Roma, il mio stomaco non regge, la mia coscienza brucia; ma quel poco mi ha indotto a pensare che “noi” non esistiamo più, davvero.

Ci siamo, per carità, a volte ci ritroviamo, ci uniamo, pensiamo e ragioniamo, ci parliamo, ci capiamo trincerati nella nostra solitudine nostalgica e nella nostra disarmante certezza di sapere già come andrà a finire questo film dell’orrore, le cui immagini scorrono quotidianamente davanti agli occhi di tutti. Anche di coloro che preferiscono ignorarle.

Il problema è che di fronte a certe immagini, grottesche e ridicole, la domanda che nasce spontanea è: “Dov’è lo Stato?” e la risposta lascia sgomenti. Lo stato sono loro. Quelli con l’elmetto cornuto, col presepe in una mano e il sangue di chi muore in mare nell’altra. Quelli che portano orgogliosi  l’effige di un tale morto ammazzato e appeso a testa in giù alla fine di un periodo nero della storia che non ha insegnato nulla, se non che tale barbarie non sarebbe mai più dovuta accadere, e invece sta accadendo anche ora, in questo preciso istante mentre io ne scrivo, e tu lo leggi.

“Ma i pullman che andavano a Roma sono stati fermati in autostrada dalla Polizia?” L’ho letta questa domanda e ho letto anche le risposte, sarcastiche, irridenti. Senza la gravità che è da sottolineare: “no, perché la Polizia è in mano al “selfista”, è lui che la comanda, che la deride, che ne disprezza gli ultimi uomini servi dello stato, e non schiavi al suo servizio.

“Serve buttare ancora parole? Tentare di ridestare memorie e coscienze?” Non so, forse oggi serve a me, per dichiarare la mia completa innocenza, il mio non essere né complice né connivente di quest’orda di barbari ignoranti, seguaci di Alì Baba e i 49 milioni, nazista del terzo millennio che sostituirà i manganelli con i teaser, che per far sentire ogni italiano primo e sicuro è disposto a compiere un genocidio, o a gettare per strada migliaia di persone, negando loro qualunque forma di futuro.

Che ne è della nostra Costituzione? È da un po’ che me lo chiedo, cercando una risposta che mi soddisfi, ma che a oggi non ho saputo trovare. Forse è finita là, accanto all’umanità, coperta dal cumulo di macerie di uno stato che non ha ancora finito di crollare.

Se l’avete voi una risposta, datemela, perché ne ho bisogno. Ho bisogno di credere che non sia davvero tutto perduto.

Rita Pani (APOLIDE)