ABBIAMOVINTONOIII

Non è semplice. Una decina d’anni fa avrei scritto che prima o poi la politica (quella nostra, intendo) sarebbe diventata una sorta di storia da caminetto. Oggi ci pensavo e provavo ad immaginarmi proprio accanto a una fiamma scoppiettante, pronta a raccontare di quando noi facevamo politica. Ho socchiuso gli occhi e ho visto tutti là, con le gambe allungate verso il fuoco e lo sguardo perso dentro lo smartphon.  Così, già che c’ero mi son finita anche io un livello di Farm Heroes Saga.

Non è facile per una come me, disintossicarsi completamente. La politica è una droga bastarda, che anche quando pensi d’averla battuta, ti riprende a sé, ti ributta nel tunnel, e ti fa ricadere. Basta poco. Leggere un giornale, passare un attimo davanti ad una televisione accesa e sintonizzata sul canale sbagliato, o cercare di selezionare le persone che postano qualunque cosa sui social network. Basta il post sbagliato, e senti forte il bisogno di riassaporare la politica. E purtroppo non è facile da trovare; una volta lo spacciatore stava ovunque, oggi devi andare a cercarlo in qualche oasi protetta, nascosta chissà dove in questa vita o nel Web.

Noi che abbiamo passato i cinquanta, siamo stati dipendenti per troppo tempo, e ancora qualcosa ci scorre nel sangue e come un peperone mal digerito, ogni tanto torna a galla. Quindi anche quando sorridiamo a qualcuno di questi nuovi politologi che sparano boiate a raffica applauditi da platee pronte al selfie, pensando a quanta idiozia ci sia nelle loro disquisizioni aberranti, sentiamo come un prudere di mani, quella irresistibile voglia di mettersi in piedi e gridare: “Eh? Cooosaaa? Ma che …”

Non è semplice nemmeno gridare. Si corre sempre più il rischio che ad esser presi da imbecilli , siamo noi; che pure le cose le sappiamo, e le vediamo, e le abbiamo imparate e ancora stiamo là ad impararle anche quando non ci piacciono, anche quando ci fanno rabbrividire al solo pensiero. Soprattutto quando la storia ci viene a rovinare quel poco di pace che eravamo riusciti a costruire intorno a noi e i nostri pensieri.

A me è successo e non è stato per niente facile. Ho lasciato che la droga bastarda mi riprendesse un momento, e ho trovato il coraggio di dissentire. Non mi trovavo d’accordo con un commento ell’esito del referendum, e tentavo di spiegare che la Costituzione – bla, bla …

“Avete rotto i coglioni con la Costituzione e ci avete fatto rischiare di perdere con le vostre cazzate comuniste. Noi abbiamo vinto perché si è dimesso e ora finalmente vinceremo le elezioni.”

“Scusa, ma il quesito referendario era – bla, bla …”

“Rosichi? ABBIAMOVINTONOIIIIIIIIIIIII”

Non è semplice, guardo le gambe allungate verso il fuoco nel camino, quelle lucette azzurre sui volti dei ragazzi, le cuffiette dentro le orecchie, ridono, fanno smorfie, si stupiscono guardando il mondo muto che pure tanto ha da dir loro, e che pensano di tenere in mano, la loro completa solitudine, la loro gioventù e penso che prima o poi anche io vincerò e riuscirò finalmente a disintossicarmi, o finire i miei giorni in un’ oasi protetta, dove sarà bello parlare, ricordare e persino sognare.

Rita Pani (APOLIDE)